lunedì 20 maggio 2013 11:30:00

A fine aprile i più esperti sommelier del pianeta si sono sfidati per conquistare il titolo mondiale. A un mese di distanza dall’evento abbiamo incontrato Luca Martini, il vincitore del concorso, per conoscerlo più da vicino…

Il titolo mondiale rappresenta senza dubbio un traguardo rilevante, ma anche un nuovo punto di partenza, considerando la visibilità che ne consegue. Come stai vivendo questo periodo immediatamente successivo alla conquista di questo importate riconoscimento?
Nuova partenza, nuovo mondo, un obiettivo raggiunto con tanta fatica grazie al supporto della famiglia stretta e della grande famiglia AIS. Sono molto fiero e anche un po’ spaurito dalla moltitudine di impegni e responsabilità che ne conseguono… Qualche passo indietro non fa male in modo da poter visualizzare il traguardo da prospettive diverse.

Se dovessi presentarti in poche parole, anche alla luce di questa vittoria, cosa diresti?
Buon giorno! Benvenuti nel nostro ristorante! Mi chiamo Luca e sono il vostro sommelier per questa sera… Io sono un sommelier e sempre resterà la mia prima professione, continuerò a servirvi nelle tavole dei miei ristoranti, vi coccolerò nelle aziende vinicole che rappresento, aiuterò a formulare carte dei vini vincenti e start up aziendali, disegnerò bicchieri, venderò entusiasmo, la comunicazione e il marketing saranno il mio pane quotidiano… Ma anche se uso il singolare per rispondere alla domanda è un Noi, la Squadra, l’AIS.

Quando e come è iniziata la tua passione per il vino?
La mia passione inizia quando ho cominciato a frequentare la scuola alberghiera, ma ho fatto sul serio solo dopo i 18 anni.

In che modo sei venuto a conoscenza dell’AIS?
AIS è venuta a prendermi per mano nell’area formativa della scuola alberghiera, conseguendo i primi due diplomi proprio lì durante le lezioni della terza area. Mi ricordo ancora Lorenzo Giuliani fare lezione: era dura focalizzare un obiettivo a quell’età, ma qualcosa è scattato in me e da lì ho visto una passione trasformarsi in una professione.

Puoi considerare qualcuno in particolare tuo maestro? A chi altro ti senti di esprimere gratitudine in questo momento?
Il mio maestro… Tanti nella vita... Tutti i soci AIS che ho incontrato, tutte le persone con cui mi sono confrontato nel percorso della vita mi hanno insegnato qualcosa… Il mio maestro sa di essere importante per me. Mi ha preso sotto braccio, mi ha insegnato a pacare i miei animi, conosceva le mie potenzialità e le ha fatte affiorare al meglio. È un fratello, non un maestro, una persona speciale come tutta la sua famiglia, del resto. E di un’amicizia ne abbiamo fatto una famiglia allargata. Lui sa di essere importante per me. Nel 2009 ho dedicato la mia vittoria a lui che dopo anni di concorsi assieme aveva visto coronarsi un sogno sotto diverse spoglie... Ecco… Nel palco in quel momento c’era lui, era anche sua quella vittoria.

C’è qualche episodio significativo legato alla tua formazione e alla tua professione che ricordi con piacere?
Ho lavorato a Londra con Steven Spurrier di Decanter Magazine per circa un anno e mezzo e la sua frase nel momento in cui ci siamo separati è stata: «Luca ricorda… Lo studio porta entusiasmo e l’entusiasmo porta business!»

Hai partecipato a molti concorsi. Cosa hanno rappresentato per te queste esperienze?
AMICIZIA, visibilità, discussione, confronto e sana competizione, che non guasta in un percorso di vita professionale. Visualizzare un obiettivo fino al conseguimento, che non obbligatoriamente deve arrivare al primo tentativo, con la tenacia e la continua ricerca di materiale per far sì che si elevi la tua professionalità.

Quali consigli daresti ai sommelier che per la prima volta affrontano una competizione?
Studia, ama, rispetta e vinci.

Quali sono i tuoi prossimi programmi e obiettivi professionali?
I miei programmi… Sono tanti! Non voglio svelarveli tutti ora… Per primo l’apertura di un nuovo ristorante con mia moglie, Ivano Antonini e Luigina. Dopodiché ci sono molte sorprese in arrivo.

Un saluto ai soci AIS e ai nostri lettori…
Spero di poter rappresentarvi tutti con orgoglio! Mi porto un bel peso sulle spalle, ma grazie alla vita e alla mia splendida famiglia non vi deluderò. Rappresentare l’Italia nel mondo e il mondo in Italia sarà la mia Missione, il Vino rimarrà sempre e solo il protagonista indiscusso.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)