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giovedì 20 settembre 2012 10:15:00

di Marco Starace

Da oggi e per qualche mese in questa sezione del sito ospiteremo abbinamenti, degustazioni e momenti di riflessione sul mondo del fumo lento e sulla figura del Sommelier del Sigaro.
In mia compagnia e di qualche altro collega ascolterete racconti di piccoli momenti di gioia regalati da quelle spire celesti che il tabacco nella sua massima espressione ci regala.
Il sigaro non ama la solitudine, e quindi la degustazione sarà accompagnata da un cocktail, un caffè, un vino, un distillato o un liquore.
Questo primo appuntamento lo dedichiamo al nostro compagno di bevute: “il Sigaro”.
La pianta che dà origine al tabacco appartiene alla famiglia delle Solanacee (come peperoni, melanzane, pomodori, etc.) originaria del Centro America, precisamente il Perù, e portata dal nuovo mondo in Europa da Cristoforo Colombo.
Jean Nicot, ambasciatore francese in Portogallo, la fece conoscere a Caterina de’ Medici e da quel momento prese il nome di “erba della regina”; e Linneo, il botanico incaricato di catalogare le piante del nuovo mondo, gli dedicò il nome scientifico “Nicotiana Tabacum” (nel 1586 il botanico JaquesDalechamps aveva dato alla pianta il nome di Nicotiana Herba).
Oggi il nome tabacco viene usato per indicare il prodotto ottenuto essiccando le foglie di queste piante.
Il tabacco ha avuto alterne fortune, vivendo numerosi momenti di gloria, durante i quali è stato anche considerato la panacea di numerosi mali, e momenti bui, trattato dai suoi detrattori come un prodotto del demonio e del vizio.
Attualmente le sue foglie, oltre a rappresentare un notevole indotto economico, sono sinonimo di qualità e perfezione, oggetto di numerosissimi controlli che garantiscono il consumatore in relazione a tutta la filiera produttiva. Le foglie del tabacco, trattate, curate e messe a stagionare, ci regalano quel prezioso dono che è il Sigaro, un rotolo di foglie sapientemente assemblate dalle mani esperte delle sigaraie; possiamo dunque certamente affermare che il sigaro è un prodotto artigianale, composto da foglie, amido di mais (colla vegetale) e tanta passione.
Il seme della Nicotiana Tabacum si estrae dal fiore (in un grammo circa 12.000 semi).
I piccoli semi vengono poi trattati e ricoperti di un materiale inerte che rende il seme perfettamente sferico, e adatto per essere seminato nella piccola zolla di terreno che lo custodirà in semenzai fluttuanti, fino a quando le piccole foglioline nasceranno.
Dalla serra le piccole piante dimoreranno nel terreno, opportunamente ripulito, fino a diventare uno splendido mare verde.
Per il resto appuntamento alla prossima settimana... Saluti fumosi!

 

 

 

La nostra degustazione

Toscanello scelto Campania e il “Neapolitan Cuba Libre”

L’estate non è ancora finita e spesso nelle ore calde abbiamo proprio voglia di qualcosa che ci disseti, qualcosa di agrumato, di succoso e piacevole.
Ernest Hemingway amava rinfrescarsi solitamente con un Cuba Libre, famoso cocktail con rum e coca, mentre fumava i suoi amati puros; a Napoli abbiamo voluto ricreare quelle atmosfere da Isla Grande con i nostri prodotti tipici, ed è subito nato il “Neapolitan Cuba Libre”.
Gli ingredienti del cocktail
Innanzitutto ½ bottiglietta di Chinotto Lurisia, realizzato con il “Chinotto di Savona” presidio Slow Food.
Il Chinotto, lo ricordiamo, è un piccolo frutto che, in sé, è addirittura immangiabile tanto è amaro ed aspro, ma candito o come bevanda è molto piacevole. In commercio nel 1932 ad opera della S. Pellegrino, come bevanda trova in Pietro Neri il suo ambasciatore, che ne diffonde la cultura in tutta la penisola: «Non è chinotto se non c’8», recitava la famosa pubblicità. Oggi numerose marche lo propongono nei loro cataloghi.

Poi 2 cl di “Nucillo”, liquore ottenuto dal mallo di noci verdi (ottimo quello de “e curti”) che non solo riporta il millesimo ma si è arricchito in questi ultimi anni della denominazione “cru” ad indicare l’origine delle piante (Ischia, Capri, Positano e Vesuvio).

Infine piccole foglioline di menta “piperita” e ghiaccio.

Il Sigaro
In onore ai territori, e visto che sono campano, dedico la mia prima degustazione al TOSCANELLO SCELTO MONORIGINE CAMPANIA.
Questo sigaro, insieme al Toscanello Scelto Veneto, Lazio, Valtiberina e Valdichiana, rappresenta l’omaggio che la Manifattura del Sigaro Toscano rende ai territori di elezione del tabacco Kentucky.
Il sigaro Toscanello Scelto Campania è un prodotto in edizione limitata, costituito da tabacchi monorigine campani. La fumata è piacevole, morbida e nel finale molto intensa. La fascia è di un colore manto di monaco chiaro, caratteristica delle migliori fogli Beneventane.
Eccolo il miglior compagno d’estate del Neapolitan Cuba Libre.

 

 

(Il fumo nuoce gravemente alla salute)

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)