mercoledì 6 giugno 2012 09:30:00

Hosam Eldin Abou Eleyoun è il primo delegato AIS che arriva da un altro continente. Laureato in Chimica all'Università di Alessandria d’Egitto nel 1987, ha lavorato nel commercio. La storia d’amore con sua moglie Marinella, marchigiana di Offida, dura da oltre 21 anni e questa è la ragione che l’ha portato in Italia.

Hosam, quando inizia la tua esperienza nell’AIS?
Nel 2000 mia moglie, considerando la mia grande passione per il vino, ha voluto regalarmi un corso per migliorare la mia conoscenza del mondo del nettare degli dei. In quell'anno non ero riuscito a trovare posto e nel 2001, quando AIS Lombardia ha iniziato a tenere i corsi al Westin Palace Hotel, sono finalmente riuscito a iscrivermi. Da quel momento sono entrato nella grande famiglia dell’AIS. Dal 2010 ricopro il ruolo di Delegato di AIS Milano.

Quando hai deciso di impegnarti attivamente all’interno dell’associazione?
Nel 2003, quando mi sono diplomato Sommelier, mi è stata trasmessa la passione da Fiorenzo Detti, che allora era il mio direttore di corso. La sua grinta e determinazione, unitamente alla continua ricerca della qualità in tutte le attività svolte dall’AIS, mi hanno invogliato a lavorare accanto a lui.

Perché hai proseguito la formazione all’interno dell’AIS dopo l’esame di terzo livello?
La formazione all'interno dell’associazione è molto importante e fondamentale per tutti i soci che hanno tempo e voglia di dare il loro apporto per divulgare la cultura del vino, ma anche e soprattutto per arricchire le proprie conoscenze personali. All'interno dell’associazione ognuno può portare la sua esperienza, indipendentemente dal ruolo ricoperto. Ogni singolo contributo è importante, a volte bastano le idee per migliorare tanti aspetti.

Qual è la prima cosa che hai pensato quando sei stato nominato delegato AIS di Milano?
La prima cosa da fare era mettere in atto il programma del nostro presidente regionale, tutte le promesse durante la campagna elettorale dovevano essere trasformate in realtà. In gran parte lo abbiamo attuato, altro invece è ancora in fase di realizzazione. Con soddisfazione posso dire che la mia scommessa personale è stata cercare di coinvolgere tanti colleghi nei nostri progetti. Devo dire che dopo quasi due anni sono felice di esser riuscito a scoprire tanti talenti, determinati a supportare la delegazione con grande professionalità e passione.

Per la delegazione di Milano organizzi moltissimi eventi. Qual è l’aspetto positivo di questo impegno e cosa invece può crearti qualche preoccupazione?
Un aspetto positivo è che i nostri soci hanno la certezza di avere, almeno una volta a settimana, la possibilità di partecipare a un evento che può aggiungere al loro bagaglio culturale un piccolo tassello nel grande mosaico del mondo vinicolo.  Altro lato positivo è che la nostra sede del Westin Palace Hotel di Milano è diventata un punto di riferimento di altissimo livello per la diffusione e valorizzazione della cultura del vino.
Le preoccupazioni sono tante a cominciare dal fatto che si possa sbagliare la scelta di un evento, piuttosto che non riuscire a soddisfare le aspettative dei molti appassionati. Cerco sempre di essere in mezzo al gruppo e di raccogliere con attenzione tutte le critiche prima dei complimenti per migliorare sempre i servizi offerti ai nostri soci.

Ti senti un po’ il capitano della squadra di AIS Milano? Come descriveresti il tuo gruppo di lavoro?
Essere il capitano della squadra è un onore, ma anche una responsabilità nei confronti del gruppo. Da parte mia cerco sempre di essere vicino a tutti perché molti di loro vedono in me un riferimento. La nostra squadra è molto bella, variegata, con tanti personaggi di grande spessore professionale e culturale ed ognuno di loro è unico e prezioso. Tutti sanno che il proprio contributo è fondamentale e determinante, tant’è vero che abbiamo anche colleghi che vengono da altre delegazioni per fare esperienza con noi e per portarla nelle varie sedi.

C’è qualche episodio della vita associativa che ricordi con piacere?
Sicuramente sì! Il giorno della vittoria elettorale di Fiorenzo Detti come presidente di AIS Lombardia è stata una gioia immensa. Grande era la voglia di cambiamento da parte dei tanti soci che hanno creduto e appoggiato un programma elettorale studiato per portare maggiore sviluppo all'interno dell'associazione.

Per concludere, quale aspetto ritieni fondamentale per il successo di una delegazione?
La nostra associazione è, senza alcun dubbio, la più grande realtà in Italia che si occupi di diffondere la cultura del vino. I nostri soci ne sono il patrimonio vero, la linfa vitale di questo movimento. Penso che ogni giorno dobbiamo essere sempre più consapevoli dell’l'importante ruolo che ricopriamo nel mondo del vino.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)