mercoledì 7 agosto 2013 09:30:00

Il 25 giugno 2013 nella prestigiosa sede di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina a Colorno (PR), si è conclusa la IV Edizione del Master Alma-AIS in Gestione e Comunicazione del Vino e sono stati dodici i nuovi diplomati: Carlo Alberto Andena, Damiano Casoni, Valeria Cesari, Rosa D’Agostino, Paulina Falkowska, Massimo Fontanive, Filippo Malvisi, Giuseppina Martino, Massimiliano Pigna, Irene Ratti, Raffaele Silvestre e Daniel Zanicoski.

I Corsisti sono stati esaminati dalla Commissione formata da Rossella Romani – Tutor Scientifico del Master, Antonello Maietta – Presidente Nazionale AIS, Paolo Tegoni – Direttore del Master Alma AIS, Ivano Dolciotti – Docente di Marketing ed Economia aziendale – e Ciro Fontanesi – Coordinatore di ALMA Wine Academy.

Rossella Romani racconta come si è svolto questo Master, rivolto a sommelier, ristoratori e operatori di settore desiderosi di fare un salto di qualità nella propria formazione.

Come si articola questo Master?
Il percorso formativo del Master si svolge su diversi piani. La fase residenziale prevede oltre 20 intere giornate di lezioni frontali e partecipate presso la Sede Alma a Colorno ed è svolta in parallelo con la formazione a distanza, proposta su una piattaforma multimediale. In questa i Corsisti approfondiscono settimanalmente gli argomenti trattati dai Docenti attraverso letture, articoli e partecipazione a un forum; per ogni modulo sviluppato nella fase residenziale e approfondito in piattaforma, i Corsisti sono valutati su elaborati e test strutturati sempre proposti nella stessa. Questo approccio più strettamente teorico, affiancato da numerose degustazioni guidate, è completato da diverse visite in cantine e da un periodo di stage.

Che rilevanza ha lo stage all’interno di questo corso?
Lo stage è una componente fondamentale del percorso del Master, molto impegnativo ma estremamente coinvolgente per i partecipanti. Mai come quest’anno gli stage si sono svolti in contesti ristorativi di prestigio come, per esempio, Le Gavroche a Londra, Sadler e Trussardi a Milano. C’è chi ha affrontato lo scenario della GDO e l’internazionalizzazione del business del vino presso la Metro e chi invece ha esplorato i meccanismi comunicativi del giornalismo enogastronomico nella redazione di Spirito diVino. La maggior parte dei Corsisti hanno vissuto esperienze presso alcune tra le realtà aziendali italiane più rilevanti come Il Borro, Gianfranco Fino Vini, Allegrini, Meregalli, Tenuta Montemagno, Barone Pizzini e Berlucchi.

Le esperienze di stage si sono risolte con un apprezzabile arricchimento personale o hanno avuto anche una concreta ricaduta sulla preparazione e sulla valutazione finale?
Entrambe le cose. Le Aziende hanno espresso una valutazione sulle attività svolte dal Corsista e in alcuni casi si sono già ipotizzate future collaborazioni. Spesso lo stage è stato lo spunto per sviluppare la trattazione della tesina, che insieme alla prova finale dell’esame sono stati l’ultimo tassello che ha portato alla valutazione complessiva di ogni Corsista.

Lo stage può rappresentare per il Corsista anche qualcosa di più, offrire opportunità e aprire nuove prospettive?
Sì, certo! È già capitato nelle edizioni passate del Master che alcuni partecipanti iniziassero subito dopo la conclusione del Corso una proficua collaborazione con l’Azienda presso la quale avevano svolto il proprio stage. Tutto questo a conferma della serietà e dell’impegno di chi ha partecipato a questo Master, dedicando cento ore del proprio percorso formativo. Cento ore che in alcuni casi sono state ampiamente superate per l’interesse e l’entusiasmo dei partecipanti.

Quali sono le attività svolte durante gli stage?
Sono molte le opportunità offerte durante gli stage: dalle attività di marketing alle visite nei vigneti dell’Azienda, dalle degustazioni guidate alla comunicazione del marchio, del prodotto e del territorio, dall’analisi delle strategie di mercato al confronto e dialogo con i Consorzi di tutela.
Lo stage, come già evidenziato, permette al Corsista del Master di approfondire un tema di particolare interesse e soprattutto di entrare completamente nella realtà della struttura che lo ospita e del suo territorio.

Quali sono altri aspetti particolarmente coinvolgenti del Master?
Molto apprezzate sono state le visite presso importanti aziende di settore, selezionate sulla base di alcuni argomenti focus da approfondire.
In questa edizione, per esempio, si sono visitate le aziende Carpenè Malvolti per sviluppare l’argomento del marketing del territorio a livello mondiale. Ci si è recati da Giuseppe Rinaldi e da Gaja per entrare nel mondo delle Langhe, un territorio vincente che sa coniugare tradizione e innovazione, mentre per analizzare le strategie di mercato di un grande gruppo i Corsisti sono stati accolti dalle Cantine Ferrari. Senza dimenticare realtà significative come Josko Gravner, la Cantina Produttori di Cormons e l’Acetaia Sirk della Subida in Friuli Venezia Giulia, l’azienda agricola trentina Eugenio Rosi e due noti marchi come la San Pellegrino e il Birrificio Poretti.

Può trarre un bilancio conclusivo di questa edizione?
Le punte di eccellenza, Corsisti davvero molto preparati, ci sono stati in tutte le edizioni, ma l’aspetto che a mio parere si è evidenziato in questa è un livello medio più elevato e un grado di entusiasmo, coinvolgimento e convinzione maggiore da parte di chi ha dedicato così tanto tempo e impegno a questo percorso. In attesa di fine settembre, quando partirà la V Edizione del Master Alma-AIS in Gestione e Comunicazione del Vino.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)